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Rossometile: Terrenica
(CD - My Kingdom Music/Masterpiece Distribution, 2009).
Confesso la mia atavica riluttanza riguardo l’uso dell’italico idioma in ambito rock che, a parte qualche piacevole eccezione, contribuisce troppe volte a rendere per lo meno anonimi lavori che avrebbero meritato ben altra considerazione, tralasciando l’aspetto non marginale della più ampia diffusione delle opere stesse. Rossometile non si piegano a ragioni di mercato, prediligendo la madre lingua anche per meglio esprimere le proprie visioni, mirabilmente musicate per mezzo di un rock progressivo che esula dalla solita ed iper-sfruttata formula di dreamtheateriana matrice, andando a ricercare emozioni e sensazioni che insiemi quali i nostrani Novembre o Klimt 1918 hanno abbondantemente distribuito nel corso delle loro discografia. La bella voce di Angela Grassi si distende su tessuti di buona fattura, dall’intreccio non troppo ostico, favorendo la massima fruibilità del costrutto sonoro. Anche se a volte il quartetto indugia troppo su apporti melodici che alla fine rivelano un ordito allentato (troppo miele fa male…), brani come “In viaggio”, “La grande Piramide” (diviso in due parti, la seconda strumentale) e “L’inizio di una catastrofe” ci fanno concordare circa la piena sufficienza da attribuire a Terrenica.
Web: http://www.mykingdommusic.net.
(Hadrianus)
Sally Doherty: Electric Butterfly
(CD - Shayo, 2009).
Dispiace sempre quando un artista anziché andare avanti compie un'involuzione. È questo il caso di Sally Doherty, con un passato nella compagine di Sol Invictus. Nel frattempo non è rimasta con le mani in mano, avendo pubblicato diversi album e collaborato con artisti abbastanza... particolari (i Planet Funk???), ma oggi la ritroviamo alle prese con un disco scialbo e inutile.
L'apertura del disco non è delle migliori, tra “Something More” e “Butterfly” si fa davvero fatica a capire dove si vuole andare a parare, giacché si tratta di due anonimi brani di pop più o meno raffinato come ce ne sono tanti. È solo nella seconda metà del disco che spuntano brani più riusciti come la pianistica “Neon Nights”, l'andamento jazzato di “Time”, “Oporto Dawn”, dopodiché si sprofonda di nuovo. A conti fatti i brani più riusciti sono quelli con gli arrangiamenti più semplici, sarà il caso di prenderne nota?
Web: http://www.myspace.com/sallydoherty.
(Softblackstar)
Sinezamia: Sacralità
(EP - Self-produced, 2009).
Da noi già recensiti, i mantovani Sinezamia si ripropongono, ad alcuni anni dal loro primo eppì autoprodotto “Fronde” e dopo aver in parte modificato la primigenia line-up, con quattro fresche tracce, senza abbandonare il più profondo solco della dark/wave incontaminata. Sacralità non rilegge quegli anni attualizzandoli, come altri hanno fatto/stanno facendo, prediligendo il quintetto lombardo riferirsi all’epoca con dedizione didascalica; i quattro episodi si rivelano piacevoli e nella loro semplice struttura si fanno apprezzare senza riserve. La title-track e “Lussuria” evidenziano la positiva attitudine all’umbratile melodia di Marco Grazzi e compagni, “Venezia” è più articolata, senza forzature, “Dilanio nell’anima” riveste con onore il ruolo gravoso di opener. Senza strafare, i Sinezamia hanno confezionato un bel prodottino, a livello underground d’altronde l’esagerazione segna sempre il passo.
Web: http://www.myspace.com/sinezamiamantova.
email: sinezamia@hotmail.com.
(Hadrianus)
Sunset Wings: Covering For Solace
(CD - Wrotycz, 2009).
Già il nome della band, ispirato all'omonima poesia di Dante Gabriel Rossetti, ci proietta verso l'orizzonte culturale che caratterizza il progetto artistico di Alex Popov e Tanja Kootkova. Ed invero è proprio il concept Pre Raffaellita a connaturare l'opera di Sunset Wings, per come ampiamente esplicitato nelle tracks e nelle immagini del booklet, illustrato da Natalia Krutcina, che si richiama evidentemente ai dettami di tale corrente artistica. Il ricorso alle parole di Rossetti, Blake, Kypling ed altri sarebbe però snaturato se l'architettura compositiva non fosse all'altezza delle grandi immagini ed emozioni che detti autori possono evocare. Fortunatamente Sunset Wings riesce a dare coerenza alle proprie immagini; l'opera si esprime attraverso dolci ballate folk in cui si intrecciano, alla candida voce di Tanja, chitarra acustica, violoncello, flauto, piano e violino. Siamo insomma sulla falsariga dello stile neoclassico ed etereo di Caprice e Fleur, ma quello che viene evocato non è un mondo di fiabe ma un romantico onirismo denso di visioni estatiche e conturbanti.
I brani sono molto dolci e si susseguono armoniosi, privi dello stucchevole virtuosismo dei Caprice e quindi più immediati. Il cd si pone quindi nell'ambito del neo folk dell'Est europeo come un fresco ruscello di melodiche emozioni.
Web: http://myspace.com/sunsetwings.
email: sunsetwings@mail.com.
(S*Tox)
Swann Danger: Swann Danger
(MCD - Self-produced, 2008).
Ricevo questo bel regalo da Andy (Zevallos, bassista e percussionista degli SD), tanto più prezioso se considerato che il gruppo è praticamente sconosciuto in Europa e che da noi, come riferitomi dallo stesso, non ha possibilità alcuna di venire a suonare. Mi hanno intenerito, le sue parole sincere, anche perché il solo spedirmi il pacchetto ha costituito per questi ragazzi un piccolo sacrificio. Ora sono impegnati in un tour che li porterà ad attraversare gli States, spero di portar loro fortuna con queste mie parole. Potremmo catalogare la loro proposta come death-rock, se questo avesse un senso, oggidì. Trattasi di musica sicuramente obscura, che paga evidenti riferimenti alla Siouxie più ispirata, sopra tutto nell’esposizione vocale e nell’attitudine della cantante e chitarrista Cynthia Mansourian, bravissima nell’interpretare brani efficaci come “It's killing you” e “Stripper”, semplici nella loro struttura ma capaci di catturare l’attenzione dell’ascoltatore. Jim Andersen (percussionista e batterista) si da un gran daffare, donando ai brani quel tocco rituale che è tipico di molte formazioni goth della costa ovest. La più che buona produzione esalta inoltre un episodio come “Hit the bricks”, rimandante alla furia iconoclasta dei Christian Death era-Rozz (ed a certi suoi progetti solisti), ovvio tributo pagato da una band comunque non derivativa ad uno dei grandi ed indiscutibili Maestri della nostra musica.
Per informazioni: www.myspace.com/swanndanger.
Web: http://www.swanndanger.com.
(Hadrianus)
VNV Nation: Reformation 01
(Cofanetto - Anachron/Audioglobe, 2009).
In attesa del nuovo album (in uscita a Giugno), i VNV Nation pubblicano Reformation 01, release espressamente indirizzata ai loro fans piu' accaniti. Si tratta infatti di uno splendido box (digibook con logo "embossed", ricco booklet con foto e note della band) che in due cd ed un dvd include materiale "live", remix e tre brani inediti. Iniziamo l'analisi dell'opera dai due cd: il primo dischetto racchiude brani registrati nel corso di vari concerti, in un arco temporale che va dal 2005 al 2008, soffermandosi in particolare su brani inclusi nei due album piu' recenti del duo britannico ( Matter+Form e Judgement) con la sola eccezione di "Joy", "Procession" e "Honour 2003"; anche se il cd-live non è a mio avviso parte fondamentale della discografia di una band elettro, questo disco fa comunque ben percepire all'ascoltatore l'energia che si respira in ogni concerto dei VNV Nation e la sinergia che si sprigiona tra band e fans. Indubbiamente piu' interessante il secondo cd, articolato in remix ed inediti; tra quest'ultimi spicca "Precipice", brano che non esito ad inserire tra i migliori mai composti dal duo Harris/Jackson. E' un pezzo nel piu' classico stile-vnv nation: linee melodiche epiche ed un testo struggente si fondono su basi ritmiche irresistibili, per quello che è un piccolo gioiello; altrettanto godibili "Still Waters" e, soprattutto, "Suffer". Tra i remix, molto valido quello dei Frozen Plasma per "Carry you"; già noto, ma sempre ottimo quello dei S.I.T.D. per "Chrome" (per me migliore della versione originale); su questo pezzo abbiamo anche i remix di Modcom (progetto dello stesso Harris) ed Apoptygma Berzerk. Meno entusiasmanti, per i miei gusti, i lavori di SAM per "Nemesis" e dei VNV stessi per "Interceptor", in quanto di matrice decisamente "technoide". A completare il cd, tre brani strumentali tratti dalla colonna sonora del film Gene Generation. Anche per il dvd, come per il cd1, si è scelto giustamente di puntare su brani tratti solo dai due album piu' recenti (visto che il materiale piu' datato era già stato immortalato nell'ottimo dvd PastPerfect di qualche anno fa) andando ad attingere a vari concerti (in particolare il Mera Luna 2008). Per le considerazioni sull'energia del "live" e feeling tra band e pubblico vi rimando a quanto scritto poche righe sopra; da rilevare solo come tra il 2005 ed il 2008 Ronan sia decisamente ingrassato :)
Come avrete capito, Reformation 01 è un pezzo immancabile nella collezione di ogni fan dei VNV Nation.
Web: http://www.vnvnation.com.
(Candyman)
When: You Are Silent
(CD - Jester Records/Audioglobe, 2008).
Il cd si apre con una danza minimale, ripetitiva, ipnotica, corrosiva nei suoi ritmi lenti e cadenzati: "Lost Cure" dipinge l'oscurità senza troppi fronzoli, colpendo direttamente i sensori emotivi dell'ascoltatore. Si scivola quindi nella dilaniante "The Virus", che prima stupisce per le sonorità schizofreniche che assalgono l'ascoltatore ma poi si diluisce in un ossessivo e ripetitivo canto rituale sapientemente filtrato fino alla parte più diretta del brano, in cui il motivo del cantato si propone di facile ascolto, secondo uno stile caro alla vecchia psichedelia inglese.
L'ossessione torna con "Stirred", ove una voce angosciosa e sofferente recita versi di Boris Pasternak, accompagnata da scampanellii sconclusionati ed inquietanti. Sonorità più carezzevoli ma dense di tormento nella loro ripetitività accompagnano la più fruibile "Strange Rituals", molto bella nella sua melodica malinconia. La sperimentazione più tosta e preoccupante torna nell'ultima lunghissima track, davvero dura a digerirsi, pur se sempre ipnotica e stupefacente, anche se non sempre fluida nel suo scorrere strutturale. Insomma, davvero interessante questa prova di Lars Pedersen, così vicina a certe sonorità evocate dai Coil, capace di momenti intensi ed oscuri, inquietanti e struggenti.
Web: http://www.jeser-records.com.
(S*Tox)
Wintry: Atmosphere around us
(CD - Wave Records, 2009).
Wintry è un duo brasiliano/tedesco, formato da Alex Twin (in precedenza membro di 3 Cold Men e Individual Industry) e Anne Goldacker (ex Obsc(y)re). Alex iniziò a lavorare a questo progetto già nel 1995, salvo accantonarlo per dedicarsi alle altre due band; nel 2000 torna a lavorare su quanto aveva abbozzato e con l'aiuto di Maurizio Bonito e della cantante Sheila, realizza anche un brano per un sampler della Danse Macabre edito nel 2006; l'anno successivo, l'incontro con Anne è il punto di svolta per la composizione dei brani che andranno a comporre Atmosphere around us. Si tratta di un disco caratterizzato da atmosfere ethereal e dark-wave; la voce di Anne, le percussioni tribali ed i synth sono gli strumenti attraverso cui Wintry disegna soffusi scenari malinconici e notturni che si concretizzano in brani come come "Cinema of soul", "Voices", "Unreale welt" e "Don't give away your dreams"; quest'ultima e la (strumentale) title-track sono tra i migliori momenti di questo disco e me incarnano perfettamente l'essenza. Non mancano episodi maggiormente ritmati come "Burning soul", "Words" e "Time", in cui Wintry realizza un crossover tra dark-wave ed elettro-pop. Un disco non trascendentale ma certamente apprezzabile.
Web: http://www.myspace.com/wintrybrazil.
(Candyman)
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