Undergod:
Killove
(CD - Rabazco/Soulfood/Masterpiece Distribution, 2006).
Gli Undergod non sono un gruppo di "primo pelo": il suo leader infatti ha militato per oltre dieci anni nella scena underground in varie formazioni che hanno avuto anche un po' di notorietà. L'esordio degli Undergod è del 2001 e questo
Killove è il loro terzo album, che propone una scoppiettante miscela di rock industriale contaminato con l'elettronica. Le canzoni sono costruite su una solida base rock, con basso e chitarra: non mancano anche degli assoli di chitarra che fanno propendere i brani talvolta maggiormente verso sonorità metal (con qualche scivolone verso il "coatto" di cui sinceramente se ne poteva fare a meno). L'inserto di basi elettroniche dona un tocco piacevole al tutto. La qualità dei pezzi non raggiunge esattamente inarrivabili picchi compositivi, ma in generale siamo di fronte a brani decenti, con qualche episodio ben riuscito come "Berlin", la "prodigy-ana" "Discipline in nothingness" e "Buy love/Sell hate", in cui curiosamente la voce di Thommy Baumgartner ricorda quella di Perry Farrel dei Jane's Addiction: l'effetto è strano perché sembra di sentire Farrel cantare con gli Zeromancer che rifanno una cover dei Killing Joke! Non mancano degli imbarazzanti scivoloni, in particolare "My song", un lento con un ritmo "up-tempo" di rara bruttezza. L'originalità non è proprio la dote principale degli Undergod: ascoltando
Killove è facile riconoscere suoni o riff citati (diciamo così…) pari pari da brani del passato. Oltre alle band già nominate non mancano "omaggi" ai Nine Inch Nails (ascoltate le parti di chitarra dalla metà di "All I Have" in poi) mentre il riff di "Slip" è copiato da "My Sharona" dei Knack!
Killove è quindi tutt'altro che un capolavoro ma è il classico CD che "si fa sentire", magari in macchina, senza irritare. Da qui a consigliarne sperticatamente l'acquisto chiaramente ce ne corre…
Web:
http://www.masterpiecedistribution.com/.
(Christian Dex)
Univers Zero:
Live
(CD - Cuneiform Records, 2006).
Trentadue anni di carriera, onusta d'onori e puntellata da una impressionante serie di uscite di elevatissimo livello. Un'
ensemble definito non a caso
fondamentale per lo sviluppo della musica contemporanea, che nel corso della sua lunga storia ha saputo creare un
melange sonico unico, per certi versi irripetibile, caratterizzato dall'interazione perfetta di strumenti classici come oboe, violino, clarinetto ed altri tradizionalmente rock, come basso e chitarra elettrici. Un turbinio ove si sovrappongono jazz e musica da camera, ove il colto ed il popolare vanno ad incrociarsi ed a fondersi. Un risultato intrigante, sbalorditivo, e sempre, in ogni caso, incredibilmente
dark. "Chamber music for the apocalypse" lo definì il mag Keyboard, mi pare più che sufficiente questa affermazione così perentorea per delineare il frastagliato ed indistinto orizzonte sonoro che le opere di Daniel Denis, un genio assoluto, hanno racchiuso a beneficio dei nostri padiglioni auricolari e del nostro animo. Oggi, nel presente 2006, è la volta del primo disco dal vivo, ed il risultato è ovviamente stupefacente. Il meglio di titoli gloriosi, tratti dal passato più recente, come "Implosion" o "The hard quest", sia da quello remoto di "Ceux du dehors" e del cupissimo "Crawling wind", con l'aggiunta di una
track dal solo-album del leader Denis, quel "Les eaux troubles" che vide la luce nel '91. Musica oscura, a tratti ossessiva, opprimente, ma capace d'aprirsi ad improvvise variazioni, come il cielo primaverile, un attimo prima gravato di obscuri nembi, poi improvvisamente squarciato da raggi di sole che via via s'allargano, innondando di dorato chiarore la campagna umida di pioggia. Mi giunge notizia che Denis ed i suoi fidi collaboratori stiano lavorando ad un nuovo studio-album di UZ, che senza dubbio andrà ad implementare la bacheca di capolavori della
new-music che i suoi creatori hanno
griffato. Una ulteriore evoluzione, lungo la strada della sperimentazione intrapresa nel lontano 1974, che il gruppo belga ha saputo con coraggio e volontà percorrere, ad onta di un riconoscimento tributato giuocoforza da ristrette schiere di cultori.
Per informazioni: www.univers-zero.com.
Web:
http://www.cuneiformrecords.com.
(Hadrianus)