Deathstars
Supporto: Ensoph + Stoneman
Italian Tour 2006
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Qualche mese fa, quando recensii Termination bliss (la seconda prova in studio degli svedesi Deathstars...), non avrei mai immaginato che sarebbe diventata una sorta di "colonna sonora" della mia estate: pur avendo subito realizzato che si trattava di un album di valore non potevo prevedere che ad ogni ascolto lo avrei apprezzato sempre di più, e che a un certo punto non avrei più potuto farne a meno! Senz'altro al gruppo va riconosciuta la capacità di miscelare (in maniera oserei dire "strategica"...) aggressività, potenza e melodie ultra-efficaci, ma c'è anche da sottolineare che la lunga militanza di alcuni dei suoi membri all'interno di formazioni famose della scena black/death metal (mi riferisco soprattutto a Dissection e Swordmaster) ha avuto un impatto positivo su quello che è stato lo sviluppo di questo progetto musicale, che può essere etichettato come industrial metal e che si rivolge ad un pubblico davvero molto vario. Non potevo quindi perdermi l'occasione di vedere la band dal vivo e, dato che quest'ultima ha tenuto ben quattro concerti in Italia, ho pensato di non accontentarmi di presenziare soltanto ad uno di essi, ma di vederne addirittura un paio! Qui di seguito troverete il dettagliato resoconto degli show tenuti presso il Baraonda di Massa e il Noise Club di Torino, più (nello spazio "Articoli") una lunga intervista che Whiplasher, il cantante del gruppo, ha rilasciato a noi della redazione di Ver Sacrum nel corso della prima delle due serate.
Al primo dei due appuntamenti ci presentiamo (ad esser sinceri con un po' di ritardo...) in due, io e il mio redattore-capo Christian Dex: appena entrati nel giardino del locale notiamo una tavolata di loschi figuri (!) e immaginiamo subito di chi si possa trattare, ma al buio e a qualche metro di distanza non ne riconosciamo neanche uno, per cui attendiamo pazientemente di poter parlare con qualche persona che ci possa far entrare all'interno e indicare con chi fare l'intervista. Arriva finalmente il nostro momento e Sebastiano di Alter Arts ci presenta un tizio altissimo vestito come se fosse uno degli Hellacopters (anzi, direi che c'è proprio una vera somiglianza tra lui e il vocalist della formazione appena citata!!), e che intuisco essere il cantante del gruppo (cosa che riesco a fare solo perché nei giorni precedenti avevo scovato qualche foto "al naturale" dei componenti della band, che con il make-up indosso sono davvero difficili da distinguere l'uno dall'altro). Il tipo in questione, vale a dire Whiplasher, ha in mano due cose fondamentali per qualsiasi metallaro scandinavo che si rispetti, ovverosia un bicchiere di birra e una sigaretta, difatti mentre ci saluta vede bene di "spararci" in faccia un bel nuvolone di fumo, esperienza di cui entrambi avremmo volentieri fatto a meno ma che, come ben si sa, fa molto rock & roll! L'intervista è però piacevole e fila via liscia come l'olio, rimaniamo a chiacchierare più di mezz'ora e scopriamo un personaggio affabile, disponibile e per nulla "atteggiato", ma che anzi se ne esce con una serie di battute ironiche e divertenti, tra l'altro decisamente inaspettate... Al termine lo lasciamo andare a prepararsi per lo show (anche perché ormai sono circa le dieci di sera...) e attendiamo l'inizio del concerto degli svizzeri Stoneman, che montano sul palco quando ancora nel locale ci sono solo poche decine di persone. Fin dalle prime battute la loro musica appare abbastanza interessante, difatti il quartetto di Zurigo propone un gothic/industrial metal al quale è abbinato sia il cantato in stile death che la voce pulita, ma purtroppo non abbiamo modo di renderci conto appieno delle loro potenzialità perché dopo pochi secondi salta l'impianto e i ragazzi sono costretti a fermarsi. Passa qualche minuto e i quattro ricominciano da capo, ma dopo un paio di pezzi abbandonano lo stage, ovviamente tra la delusione e lo sbigottimento dei presenti. Un vero peccato non averli potuti sentire più a lungo (anche perché non sembravano affatto male...), ma stando a quanto mi verrà detto in seguito lo stesso problema si era verificato anche nel pomeriggio durante il soundcheck, e non c'era stato alcun modo di risolverlo. Dopo un veloce cambio palco è la volta dei veneti Ensoph, già visti in più occasioni e autori di un mix ben riuscito tra gothic/black metal ed elettronica. Per chi non avesse mai assistito a un loro show dirò che danno grande importanza all'immagine (tutti i membri sono "conciatissimi" e amano indossare capi in pvc o altri tessuti particolari, maschere antigas, lenti a contatto colorate ecc. ecc.), ma sono anche molto scrupolosi per ciò che riguarda la tecnica e lo stile, difatti offrono sempre performance di buon livello e non sfigurano nel paragone con band più blasonate. Tra l'altro sanno bene come stare su un palco e in generale sembrano avere una buona dimestichezza con la dimensione live, cosa che ovviamente rende i loro concerti ancor più gradevoli. Per fortuna durante questa seconda esibizione la corrente non salta, ma di sicuro l'impianto del locale non rende giustizia alla varietà del sound, facendolo sembrare più un gran casino che altro, e, neanche a dirlo, questo tipo di situazione manda Christian Dex e me un po' in crisi, perché immaginiamo che anche i Deathstars andranno incontro allo stesso genere di problematiche. Dopo l'uscita di scena degli Ensoph ci abbarbichiamo alle transenne ad aspettare l'inizio del concerto degli headliner, ma nel frattempo notiamo che il locale (per fortuna) si è abbastanza riempito e che tra il pubblico, oltre a parecchi metallari, ci sono anche un po' di gotici e cyber, come del resto c'era da aspettarsi in una serata del genere... Finalmente la band si presenta sul palco e lo spettacolo inizia: Whiplasher si è tolto la camicia leopardata (!!) che aveva durante l'intervista e ne indossa una nera, inoltre è truccato ed ha le guance cosparse di brillantini (un vero black-glamster insomma...), ma anche gli altri non sono da meno in quanto a make-up, che varia da persona a persona (più in stile black metal quello del chitarrista Nightmare e del batterista Bone, vagamente mansoniano quello del bassista Skinny e decisamente glam quello del nuovo chitarrista Cat, anche lui tutto "luccicante"...). Fin dall'inizio il gruppo sembra piuttosto in forma e propone alcuni dei pezzi più famosi ("New dead nation" e "Synthetic generation" dal primo disco, "Blitzkrieg", "Tongues" e "Motherzone" dal secondo), ma nonostante l'accoglienza del pubblico sia abbastanza calorosa non c'è quel coinvolgimento generale che uno avrebbe potuto aspettarsi, ed anche le persone delle prime file non si agitano più di tanto. La scaletta presentata alterna canzoni vecchie e nuove e gli svedesi fanno tutto il possibile per stimolare l'audience: il vocalist ha una discreta presenza scenica, introduce tutti i brani e mentre canta non sta fermo un attimo, gettandosi a terra in diverse occasioni e mimando pure un atto sessuale assieme ad uno dei chitarristi, ma più di lui fanno Skinny e Cat, due veri animali da palcoscenico che da soli riescono a movimentare parecchio la situazione. La qualità del sound purtroppo è quella che è, ma per fortuna i cinque non si lasciano scoraggiare e lo spettacolo diventa mano a mano più coinvolgente, anche perché è davvero difficile rimaner fermi in una situazione del genere, con una band così accattivante sia dal punto di vista musicale che da quello scenico. Il tempo scorre inesorabile e la fine arriva in un battibaleno: l'ultimo pezzo proposto è "Cyanide" (doveva esserci un bis ma viene tolto dalla scaletta...), che infiamma i presenti e rappresenta una degna conclusione per un concerto funestato da eventi vari (uno dei tanti è il limitatissimo uso di luci sul palco, rimasto praticamente "immerso nelle tenebre" per tutto il tempo...), ma a mio parere abbastanza ben riuscito.
Ripensando a quella serata, ed essendo ormai trascorsi alcuni giorni, posso solo aggiungere che è stato molto divertente assistere a tali scenette, e che non so quante altre band "famose" avrebbero avuto un atteggiamento così anti-divistico e spontaneo (anche a parità di litri di birra ingurgitati!!), per cui onore al merito perché i Deathstars non hanno solo la bravura dalla loro parte, ma pure la simpatia ed un'estrema semplicità nel modo di porsi. Mica poco, no? Tracklist concerto: Domenica 8 ottobre, Noise Club, Torino
Passano diversi minuti (durante i quali qualcuno dice che la band è nei camerini a perdere tempo col trucco, e con ogni probabilità ci azzecca in pieno...) e finalmente i cinque salgono on stage, conciati più o meno nello stesso modo di due giorni prima. Attaccano con "Last ammunition" ed il pubblico risponde subito nel migliore dei modi, anche perché è formato in buona parte da metallari che non vedono l'ora di farsi un po' di sano headbanging, facilitato tra l'altro dall'assoluta mancanza di barriere di protezione e da un paio di scalini "strategici" che, una volta appoggiatoci un piede sopra, consentono di assumere una comoda posizione "pro-shakeramento" di chioma. Fin da subito mi rendo conto che il concerto sarà migliore di quello di Massa, non solo perché si può parlare di suono (e non di rumore...) ma anche perché i presenti sono più calorosi e partecipi, considerando anche che ci sono dei ragazzi che cantano a memoria quasi tutti i pezzi e che in alcuni casi si esaltano particolarmente, vedi durante l'esecuzione di "Play God", "Tongues", "The revolution exodus", "Semi-automatic", "New dead nation" e della trascinante "Cyanide". Anche il gruppo è consapevole che le cose stanno andando nel migliore dei modi e appare piuttosto soddisfatto, difatti i vari componenti sembrano incamerare l'energia trasmessa loro dal pubblico e si agitano ancora di più di quanto avessero fatto due sere prima! Non che in quel caso fossero stati meno professionali, ma di sicuro troppi fattori esterni avevano condizionato la loro resa e proprio per questo è stato interessante vederli in due diverse occasioni (del resto prima di assistere agli show sapevo già che mi sarei trovata davanti una band tecnicamente molto preparata, ma ero anche consapevole del fatto che il Baraonda, per vari motivi, non sarebbe stato il locale adatto ad ospitarla...). Al termine dell'esibizione (che stavolta include anche un bis, vale a dire "Damn me"...) vado a complimentarmi con il gruppo, che al solito si dimostra molto disponibile con i fan: fuori dal locale Skinny mi dice di essere stanco e sudatissimo, ma sale sul tour bus giusto il tempo per cambiarsi la maglietta e dopo poco torna giù a chiacchierare con la gente, così come del resto fanno anche tutti gli altri, ovviamente dopo essersi impossessati delle immancabili bottiglie di Beck's!! Il tempo scorre veloce e poco dopo le due di notte il bus lascia in fretta e furia Torino alla volta di Zagabria, quinta tappa di un tour lunghissimo che porterà il quintetto in giro per tutta l'Europa, e che di sicuro servirà ad accrescerne ancor più la popolarità. Le mie conclusioni finali, per forza di cose, non possono che essere positive, e penso che chiunque abbia avuto modo di vedere i Deathstars non ne sia rimasto deluso: di certo l'industrial metal non sono stati loro ad inventarlo e qualche spunto dalle formazioni più famose l'hanno preso, ma la personale interpretazione che ne danno è più che convincente e tutto sommato ricca di idee interessanti. Sono certa che in futuro potremo aspettarci grandi cose da questi cinque svedesi, che ci tengono tanto a proclamarsi "rockers" piuttosto che metallari o gotici, ma che a me paiono un po' tutte e tre le cose messe insieme... Tracklist concerto: Grendel
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