Current 93
Lisbona (P), Teatro Iberico 07/02/2003
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Recensioni di concerti |
Current 93
Confesso che immaginavo trattarsi niente più di una chiesetta nascosta nei vicoli del centro, al contrario, l'edificio si erge maestoso sull'antica Rua de Xabregas, cogliendo subito l'attenzione del passante per la sua grandiosità e bellezza. Arrivati, l'entrata appare in realtà piuttosto sguarnita e non si vedono segni alcuni di ressa. Piuttosto vivace appare invece la tipica trattoria portoghese giusto di fronte al teatro, dove un'improbabile clientela composta di apocalittici e nerovestiti in generale sta terminando una lauta cenetta a base di pesce. Decidiamo immediatamente di unirci per un paio di bicchieri di porto, giusto per entrare in sintonia. Dopo una mezz'oretta la hall del teatro è ormai
gremita dei 150
fortunati. Piano piano si entra e si prende posto
in un'atmosfera
piuttosto ovattata: tutto avviene in maniera
estremamente composta e su un
ripetitivo e lieve motivo in sottofondo non si odono
che bisbigli. C'è
come la sensazione di star per assistere ad una
funzione religiosa tanta è
la rispettosa compostezza e la trepida tensione
dell'attesa.
Segue una mezz'ora carica di tensione:
sull'ossessivo motivo di sottofondo
che alterna silenzi ad un paio di note che paiono
arrivare dal profondo
della terra, l'attesa si fa sempre più spasmodica:
la rara bellezza del
luogo, la speciale atmosfera religiosa, tutto rende
l'attesa
particolarmente emozionante. Il concerto si sviluppa in 2 parti: la prima solo
pianoforte e voce in cui Tibet
ripropone gran parte di Soft Black Stars, tra cui la
bellissima "Gothic Love
Song", per chiudere con "Moonlight or other Dreams,
or other fields".
Confesso di non conoscere buona parte della
produzione più recente dei
Current e di non avere mai particolarmente amato
Soft Black Stars, però vi
assicuro che dal vivo è tutta un'altra storia.
Si crea un'atmosfera molto intima: più che un
concerto sembra la recita di
poesie musicate al pianoforte del cui messaggio
l'artista voglia far
partecipe il pubblico.
Un applauso ininterrotto obbliga Tibet al rientro per il bis, che si chiude con una seconda perla da Thunder Perfect Mind: "Mary Waits in Silence". E' un tripudio, un nuovo interminabile scrosciante applauso si rinnova per lunghissimi minuti. Già alcuni frettolosi lasciano in maniera quanto mai inopportuna il locale ed ecco un tris veramente inaspettato: un nuovo pezzo fa piombare nuovamente il teatro nel silenzio, pochi accordi e infine una chiusura trionfale con "Imperium". Senza enfatizzare, si è trattato di uno dei concerti più belli a cui abbia mai assistito in vita mia, sicuramente uno dei più emozionanti. Dal vivo Tibet dà una forza e un sentimento speciale ai suoi pezzi e la sua voce fa vibrare le corde dell'intimo come nessuno riesce a fare. Chiudo con una nota per i collezionisti: per l'occasione era in vendita un nuovo 45" in vinile porpora trasparente, uno split tra Current 93 e Antony and the Johnsons con "Calling for Vanished Faces I" e "This Carnival is dead and gone" sul lato A (diverse versioni delle canzoni apparse su All the Pretty Little Horses) e "Virgin Mary" di Antony and the Johnsons sul B. Ovviamente edizione limitata a 500 copie. Federico Vavassori
Un grazie particolare a Rui Carvalheira di Dagaz Music, www.dagaz-music.com,
per averci fatto utilizzare le foto del concerto dei Current 93. Si rimanda al suo sito per altre splendide immagini dell'evento. |